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Bloodaxe di Prime Video: Michael Hirst saprà forgiare una nuova eredità?

Con il creatore di *Vikings* al timone, *Bloodaxe* di Prime Video promette un'epopea storica brutale, ma la sua vera sfida sarà distinguersi dalle saghe norrene passate e scolpire il proprio mito.

Pubblicato
15 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

C'è ancora spazio, nel sovraffollato panorama dello streaming, per un'altra vasta saga vichinga? Prime Video punta in grande con Bloodaxe, un nuovo dramma storico di Michael Hirst, l'acclamato creatore di Vikings e produttore esecutivo di Vikings: Valhalla. Il recente teaser trailer e una raffica di annunci suggeriscono un'entrata ambiziosa nel genere, ma la vera domanda è se riuscirà a forgiare una propria identità distinta o semplicemente a echeggiare la familiare grandezza dei suoi predecessori, in particolare Game of Thrones.

Al New York Comic Con, Prime Video ha presentato ufficialmente il primo sguardo a Bloodaxe e ha confermato la sua data di première globale per il 20 gennaio 2027. Tutti gli otto episodi della prima stagione saranno pubblicati contemporaneamente, offrendo agli spettatori un'immersione profonda nella Norvegia del X secolo. La serie segue Erik Bloodaxe, interpretato da Xavier Molyneux, e la sua formidabile moglie, Gunnhild, Madre dei Re, interpretata da Jessica Madsen, mentre intraprendono una brutale ricerca del trono norvegese.

Il loro percorso è irto di feroci rivali, lealtà mutevoli e tradimenti, coinvolgendo potenti sovrani di tutta la Scandinavia e persino un re inglese. Questa epica narrazione, creata da Michael Hirst insieme a suo figlio, Horatio Hirst, mira a catturare l'essenza di un'era turbolenta, mescolando figure storiche con una narrazione drammatica.

Il peso dell'attesa: oltre i tropi familiari

I confronti immediati con Vikings sono, ovviamente, inevitabili, dato il segno indelebile di Michael Hirst sul genere. Eppure, come altri drammi storici su larga scala, Bloodaxe si trova automaticamente a confronto con Game of Thrones di HBO, una serie che ha fissato un punto di riferimento per intricati intrighi politici, battaglie sanguinose e ambiguità morale. Sebbene Bloodaxe condivida il DNA tematico con questi giganti — la lotta per un trono, le lotte di potere e uno sfondo di spietata ambizione — la sua vera sfida sarà offrire una prospettiva nuova. Ci viene esplicitamente detto che Bloodaxe non è uno spin-off del franchise di Vikings, nonostante la sua ambientazione nel X secolo, che lo colloca comodamente in ordine cronologico tra l'originale Vikings (VIII-IX secolo) e Vikings: Valhalla (inizio XI secolo). Questa indipendenza è, a nostro avviso, un vantaggio cruciale, permettendo allo show di forgiare il proprio percorso narrativo libero dalla lore consolidata.

Realismo magico: un'ascia che differenzia?

Dove Bloodaxe potrebbe davvero distinguersi risiede nella visione creativa articolata da Michael Hirst.

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