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Redazione Moviesfera
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Oltre Batman: perché 'Birdman' è il vero ruolo iconico di Michael Keaton

Il pluripremiato 'Birdman' di Alejandro G. Iñárritu non solo ha rilanciato la carriera drammatica di Michael Keaton, ma offre anche un potente commento sull'eredità nell'era dello streaming.

Pubblicato
18 ottobre 2026
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Foto: Denise Korey / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La carriera di Michael Keaton è stata a lungo definita dall'iconico cappuccio di Batman, un ruolo che ha cementato il suo posto nel cinema dei supereroi. Eppure, per molti cinefili, non è stato il Crociato Incappucciato a consolidare il suo status di potenza drammatica; è stato Riggan Thomson, l'attore caduto in disgrazia che interpretava un supereroe in Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) di Alejandro G. Iñárritu. Questa audace meraviglia cinematografica, presentata come fosse girata in un unico piano sequenza, che ha debuttato alla 71ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia il 27 agosto 2014, non solo è valsa a Keaton un Golden Globe come Miglior Attore in un film musicale o commedia nel gennaio 2015 come riportato da Yahoo Vida y Estilo, e una nomination all'Oscar secondo EFE, ma è diventata anche, a nostro avviso, la sua performance più profonda e celebrata.

Oggi, mentre il dibattito sul merito artistico del film continua ad animarsi, il viaggio di Birdman nel panorama dello streaming evidenzia una tensione cruciale. Sebbene il film continui a raccogliere elogi e rimanga un punto di riferimento per il suo stile unico e la sua narrazione avvincente, la sua disponibilità su varie piattaforme è stata un viavai. Questa presenza mutevole, e la sua attuale presenza su Disney+ e Prime Video come notato da Digital Spy, dice molto su come l'eredità di un film sia sempre più intrecciata con la sua accessibilità digitale nell'era dello streaming.

La Meta-Narrativa: il Genio di Keaton in Disguise

Birdman è arrivato nel 2014, incassando oltre 103 milioni di dollari in tutto il mondo e dominando l'87ª edizione degli Academy Awards con quattro vittorie, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Fotografia, su un totale di nove nomination (a pari merito con Grand Budapest Hotel come film più premiato quell'anno, secondo Wikipedia). Il film vede Michael Keaton nei panni di Riggan Thomson, un attore di Hollywood in declino, un tempo famoso per aver interpretato un supereroe di nome Birdman in una trilogia cinematografica dal 1989 al 1992, ora alle prese con la sua rilevanza, attraverso la scrittura, la regia e l'interpretazione di un adattamento teatrale del racconto di Raymond Carver "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Questa trama è stranamente un riflesso dell'arco di carriera di Keaton dopo Batman, e ha risuonato profondamente sia con la critica che con il pubblico.

Questa meta-narrativa è stata un colpo da maestro. Il film si addentra nella lotta interiore di Riggan con la voce interna beffarda e critica del suo passato come Birdman, anche mentre compie imprese di levitazione e telecinesi. La storia segue il suo difficile tentativo di tornare in auge, combattendo contro co-protagonisti volatili come Mike Shiner (Edward Norton), critici cinici e sua figlia, Sam (Emma Stone), che lavora come sua assistente. La complessità della narrazione è sottolineata dalla coraggiosa decisione di Iñárritu di presentare il film come fosse girato in un unico piano sequenza, un'impresa tecnica che ha contribuito notevolmente al suo plauso della critica per la regia e la fotografia.

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