'You Can See Everything' di A24: il true crime è un successo al botteghino
Il documentario di Nathan Fielder e Lance Oppenheim su Elizabeth Holmes non è solo un successo di critica; è una forza teatrale che evidenzia il potere duraturo del true crime e della narrazione innovativa.
Immagine generata con l'IA
Che un documentario diventi uno dei film più discussi e di successo della stagione è un evento raro. Eppure, è proprio quello che sta accadendo con You Can See Everything di A24, il film di quasi tre ore sulla famigerata fondatrice di Theranos, Elizabeth Holmes. Diretto da Nathan Fielder e Lance Oppenheim, questo documentario sta superando ogni aspettativa, dall'acclamazione della critica alle sue sorprendenti performance al botteghino.
Uscito nelle sale il 16 ottobre 2026, You Can See Everything immerge gli spettatori negli ultimi 34 giorni prima che la Holmes iniziasse la sua pena detentiva federale nel maggio 2023. Il film continua poi a seguire lei e il suo compagno, Billy Evans, per oltre tre anni, offrendo uno sguardo intimo ma inquietante sulla sua vita. Le sole anteprime del giovedì hanno incassato la ragguardevole cifra di 1,75 milioni di dollari su 855 schermi, con gli esperti del botteghino che prevedono un incasso per il fine settimana di apertura che potrebbe salire a un incredibile 12 milioni di dollari. Cifre del genere sono praticamente inedite per un documentario non musicale, sottolineando un affascinante cambiamento in ciò che il pubblico è disposto a pagare per vedere sul grande schermo.
Il fascino infinito di Elizabeth Holmes
Elizabeth Holmes è una figura che continua ad affascinare e a confondere. A soli 19 anni, ha fondato Theranos nel 2003, promettendo di rivoluzionare l'assistenza sanitaria con test del sangue economici e portatili. Nel 2014, la società era valutata 9 miliardi di dollari e Holmes è stata acclamata come la più giovane miliardaria self-made da Forbes. Soprannominata l'"iPod dell'assistenza sanitaria", la tecnologia centrale di Theranos, la macchina Edison, non ha mai funzionato, producendo risultati selvaggiamente inaccurati che alla fine hanno portato allo scioglimento della società nel 2018 e alla condanna della Holmes per aver frodato gli investitori nel 2022. Questa saga ha già generato libri best-seller, podcast, il documentario HBO The Inventor e la miniserie Hulu vincitrice di un Emmy The Dropout, con Amanda Seyfried.
Tuttavia, You Can See Everything offre una prospettiva unica e diretta. La stessa Holmes ha avviato il progetto, contattando A24 per realizzare un documentario su di lei prima del coinvolgimento di Fielder e Oppenheim. Secondo Vanity Fair, era "convinta della propria innocenza" e "assolutamente certa che tutti gli altri le avrebbero creduto, se solo avesse avuto l'opportunità di dire la sua verità". Questa motivazione di fondo fornisce una base avvincente, anche se profondamente scomoda, per il film, attingendo al duraturo fascino del pubblico per le complesse narrazioni true crime, in particolare quelle che coinvolgono figure che rimangono salde nella loro auto-percezione nonostante prove schiaccianti.
Il genio di Fielder: un inesplicabile test di Rorschach
Gran parte del potere unico del film deriva dallo stile distintivo del co-regista Nathan Fielder. Conosciuto per il suo lavoro in Nathan for You e The Rehearsal, Fielder sfuma abilmente i confini tra commedia e documentario, creando spesso situazioni che lasciano sia i suoi soggetti che il pubblico in uno stato di disagio e incertezza. Questo approccio è perfettamente adatto alla figura enigmatica di Elizabeth Holmes, che insiste di non aver mai mentito in tutta la sua vita adulta, giustificando dichiarazioni sfacciatamente false con quello che un critico ha definito "jujitsu di parole".
Il piano iniziale di Fielder era di rimanere dietro la telecamera, ma le sue interazioni con Holmes ed Evans divennero così strane che fu incorporato nel film.
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