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'Social Reckoning' di Aaron Sorkin: critica necessaria o cassa di risonanza?

L'ultima incursione di Aaron Sorkin nel mondo di Facebook promette una rivelazione tempestiva, ma i critici si dividono sul fatto che offra una critica fresca e urgente o si limiti a ripetere preoccupazioni note in un panorama già saturo.

Pubblicato
8 ottobre 2026
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Sedici anni fa, la sceneggiatura di Aaron Sorkin per The Social Network ha catturato il pubblico trasformando la creazione di Facebook in un'emozionante dramma shakespeariano. Ora, con The Social Reckoning, Sorkin assume sia il ruolo di sceneggiatore che di regista, puntando a sezionare l'impatto più oscuro del gigante dei social media, dopo la sua nascita. Ma in un'epoca in cui lo scetticismo pubblico verso le grandi aziende tecnologiche è già altissimo, questo nuovo film offre una critica tempestiva e incisiva, o sta semplicemente predicando a un coro che ha già sentito tutto prima?

Il film è incentrato su Frances Haugen, un'ex ingegnere di Facebook, interpretata da Mikey Madison, che diventa un'informatrice/whistleblower. Si unisce al giornalista investigativo del Wall Street Journal Jeff Horwitz, interpretato da Jeremy Allen White, per esporre la ricerca interna dell'azienda – nota come Facebook Files – rivelando come le manipolazioni algoritmiche abbiano presumibilmente alimentato l'estremismo, la disinformazione e abbiano avuto effetti disastrosi sulla società. Jeremy Strong assume il ruolo di Mark Zuckerberg, portando ancora una volta l'enigmatico fondatore sullo schermo mentre il film drammatizza gli eventi che hanno portato e seguito la rivolta del 6 gennaio al Campidoglio.

L'ombra di un capolavoro

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Una delle sfide più immediate che The Social Reckoning deve affrontare è la formidabile eredità del suo predecessore. The Social Network, diretto da David Fincher, ha vinto tre Oscar, incluso quello per la migliore sceneggiatura adattata di Sorkin, e ha ricevuto otto nomination in totale, rendendo le prime difficoltà di Facebook sorprendentemente divertenti. Questo nuovo lavoro, con Sorkin che assume le redini della regia, invita inevitabilmente a dei paragoni. I critici notano che mentre The Social Network si concentrava sulla creazione della piattaforma, The Social Reckoning mira a una storia molto più ampia: il danno che i social media hanno inflitto al mondo, drammatizzando come un whistleblower abbia smascherato i segreti dell'azienda. Eppure, per molti versi, è percepito come un "film più piccolo" rispetto al suo predecessore, privo del dinamismo che Fincher ha apportato all'originale e degli elementi avvincenti che lo hanno reso un capolavoro, come osservato da The Atlantic.

Una resa dei conti che non arriva mai del tutto

Nonostante le sue ambiziose premesse, The Social Reckoning fatica ad accendere la stessa scintilla. L'interpretazione di Mark Zuckerberg da parte di Jeremy Strong, sebbene lodata da alcuni come

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