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Coward dimostra che MUBI sa ancora a cosa serve lo streaming

Il dramma di guerra di Lukas Dhont, riconosciuto a Cannes, dimostra il valore di una piattaforma costruita attorno al rischio artistico, non alla familiarità dei franchise o al conforto degli algoritmi.

Pubblicato
21 ottobre 2026
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Foto: Joost Pauwels / Wikimedia Commons (CC0)

E se la cosa più importante che un servizio di streaming potesse offrire non fosse una quantità maggiore di contenuti, ma una risposta migliore alla domanda: «A chi è rivolto tutto questo?» Coward di Lukas Dhont arriva come una convincente dimostrazione di questa idea. È un dramma di guerra del 2026, ambientato nelle trincee belghe della Prima guerra mondiale, dove due soldati trovano l’amore e un rifugio nell’arte: proprio il tipo di film che può essere celebrato a Cannes e continuare a sembrare privo di una vera casa commerciale in un’economia dello streaming dominata dai blockbuster.

MUBI ha acquisito Coward per il Nord America dopo la première a Cannes, nell’ambito di una strategia distributiva che comprende anche Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, America Latina, Germania, Austria, Italia, Spagna e Turchia, come ha riportato Variety. Il film è stato presentato in concorso a Cannes il 21 maggio 2026, dove Emmanuel Macchia e Valentin Campagne hanno vinto ex aequo il premio per la migliore interpretazione maschile. È stato inoltre scelto come candidato del Belgio per il premio al miglior film internazionale alla 99ª edizione degli Academy Awards.

Questi elementi gli conferiscono un utile prestigio. Ma, da soli, non spiegano perché Coward sia importante. L’argomento più forte è che il film rappresenta un tipo di cinema il cui valore non può essere ridotto a una proprietà intellettuale riconoscibile, allo spettacolo o a una fanbase già esistente, e che MUBI è una delle poche piattaforme strutturate per rendere questo tipo di cinema visibile anziché farlo apparire lì per caso.

La vera ribellione del film è emotiva, non soltanto storica

Un’ambientazione nella Prima guerra mondiale può facilmente diventare un pretesto per riproporre immagini familiari di fango, sacrificio e disperazione tattica. Coward sembra puntare a qualcosa di più difficile: una storia su ciò che le persone riescono a creare quando il mondo circostante insiste nel dire che la violenza sia l’unica risposta possibile. I suoi due soldati trovano un fragile rifugio nell’amore e nell’arte, e la domanda centrale del film è se sottrarsi alla brutalità possa essere un atto di coraggio, anziché di codardia.

Questa premessa dà al dramma un’identità più netta rispetto a un convenzionale film di guerra d’autore. Le trincee non sono soltanto un campo di battaglia: sono anche lo spazio in cui Pierre e Francis scoprono un altro modo di immaginare se stessi. A nostro avviso, l’impulso teatrale è particolarmente rivelatore. Uno spettacolo inserito nella macchina della guerra non cancella l’orrore circostante, ma mette in discussione l’idea che sopravvivere debba significare rinunciare alla tenerezza, all’immaginazione o al desiderio.

MUBI è più adatta di una piattaforma per il grande pubblico

È qui che il ruolo di MUBI diventa qualcosa di più di una semplice nota sulla distribuzione. Un film costruito sull’amore queer, sull’espressione artistica e sulla vulnerabilità in tempo di guerra non ha bisogno di essere riconfezionato come franchise-evento per giustificare la propria esistenza. Ha bisogno di una piattaforma disposta a presentare la sua specificità come il principale elemento di attrazione. L’acquisizione da parte di MUBI rende visibile questa logica: il servizio non sta semplicemente aggiungendo un altro titolo a un catalogo sterminato, ma presenta Coward come il tipo di scoperta che la propria identità può sostenere.

Questo non significa che MUBI risolva magicamente il problema della visibilità del cinema ambizioso. Una buona piattaforma non equivale a un pubblico garantito. Ma la differenza conta. Quando l’attrattiva di un film dipende dal tono, dalla firma autoriale e da una proposta emotiva fuori dall’ordinario, il contesto può diventare parte della raccomandazione. MUBI può sostenere che vale la pena cercare Coward proprio perché è diverso dalle opzioni più rassicuranti che lo circondano.

Il riconoscimento di Cannes rafforza l’argomento, ma non lo sostituisce

Il premio ex aequo per la migliore interpretazione maschile assegnato a Macchia e Campagne offre al film un utile punto d’accesso, mentre la candidatura del Belgio agli Oscar aggiunge un ulteriore livello di attenzione. Eppure i premi sono soltanto l’invito. Il motivo per cui Coward merita interesse è la tensione al suo centro: una storia di guerra che tratta la vulnerabilità e l’espressione artistica non come fughe decorative, ma come possibili forme di resistenza.

Questa distinzione è importante anche per MUBI. Se la piattaforma si limitasse a raccogliere titoli acclamati, sarebbe un’altra vetrina per il prestigio. Il suo scopo più incisivo è mettere in contatto gli spettatori con film in cui la differenza è il punto centrale. Coward sembra un esempio particolarmente limpido perché la sua premessa, il suo regista e la sua casa distributiva puntano tutti nella stessa direzione.

MUBI non ha valore perché riesce a far sembrare ogni film un successo. Ha valore quando rende facile trovare un film irregolare e intimo. Coward è esattamente questo tipo di esempio, oltre a essere un ottimo motivo per guardare al di là dei servizi di streaming costruiti sulla familiarità.

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