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Criminal Minds finisce dopo 20 stagioni: lo streaming non rinnova i procedural

Paramount+ ha dato alla BAU una seconda vita, ma il finale della stagione 20 mostra che i revival allungano un procedural senza reinventarlo. Questa è la vera lezione.

Pubblicato
31 ottobre 2026
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Foto: etrainer / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

Può una serie morire due volte e dare comunque l’impressione di essere finita troppo presto? Criminal Minds ci è appena riuscita. I profiler dell’FBI della Behavioral Analysis Unit chiudono i loro fascicoli per sempre, o «per ora», come piace dire alla stampa di settore per tenersi aperta una via d’uscita, e il modo in cui è successo ci dice più sulla TV di oggi che sulla BAU.

Cos’è successo, in breve

Paramount+ ha annunciato venerdì che Criminal Minds: Evolution terminerà con la prossima stagione 20, in arrivo nel 2027 senza data di uscita. Variety riporta che la serie è tornata con la stagione 16 nel 2022 e che la stagione 19 è andata in onda tra maggio e luglio di quest’anno. La serie originale è durata 15 stagioni su CBS dal 2005; il capitolo in streaming ne aggiunge cinque.

Il momento è la parte strana. Deadline sente che la decisione è stata presa di recente, come prima cancellazione ufficiale sotto la nuova dirigenza di Paramount+, e che è seguita a un consiglio della gestione precedente, che a marzo aveva rinnovato in anticipo la stagione 20. La showrunner Erica Messer ha parlato di «navigare all’improvviso la fine di questo capitolo», e Kirsten Vangsness ha scritto su Instagram di aver saputo la notizia appena 90 minuti prima che diventasse pubblica.

I numeri dicono che il pubblico c’è ancora. È proprio questo il punto

Ecco il colpo di scena scomodo per la nostra tesi: la serie non muore per trascuratezza. Secondo Page Six, un membro del cast ha condiviso una classifica dei titoli più visti in streaming del 2026 che collocava Criminal Minds all’11° posto, con 13,15 miliardi di minuti guardati. È un numero sano.

Quindi perché chiuderla? Pensiamo che la risposta stia in ciò che sono quei minuti. Quasi tutti probabilmente arrivano dal catalogo, le 19 stagioni su Paramount+, che è ciò che un procedural fa meglio: è comfort food che puoi iniziare da qualsiasi punto. Una libreria così ha valore anche quando non ci sono episodi nuovi. È una nostra ipotesi, non qualcosa che la documentazione confermi, ma si adatta allo schema. I vecchi episodi continuano a funzionare. I nuovi costano e devono giustificarsi.

Questa è la prima lezione: sullo streaming, la seconda vita di un procedural è soprattutto un evento di marketing per l’archivio. Il revival si prende il titolo, la libreria si prende gli spettatori.

Un revival può allungare un formato, non ricostruirlo

Evolution ha provato a cambiare le cose. Secondo Comic Basics, è passata a stagioni più brevi di 10 episodi, costruite su archi narrativi più lunghi, una risposta sensata allo streaming. La stagione 19 ha messo la squadra contro un cattivo chiamato The Fan, con una lista di ospiti abbastanza lunga da sembrare una dimostrazione di forza del casting director.

Eppure. Il nucleo resta fatto di profiler, un soggetto ignoto e un aereo. Riporta il cast, tieni Mantegna, Cook, Vangsness, Brewster, e hai una serie fedele ai suoi fan e, per costruzione, incapace di sorprendere chi se n’è andato nel 2020. La serialità è una mano di vernice su una struttura nata per essere episodica. Secondo noi è per questo che il formato ha potuto allungarsi fino a 20 stagioni senza mai dare la sensazione di diventare qualcosa, qualunque cosa promettesse il sottotitolo.

L’intero franchise racconta la stessa storia. Gli spin-off, Suspect Behavior e Beyond Borders, sono durati poco, come nota TVLine. Il marchio si è esteso nel tempo molto più facilmente che nel concetto.

Il verdetto: festeggia il percorso, diffida del «per ora»

Venti stagioni sono un traguardo assurdo, e Vangsness fa bene a paragonarlo a Charlie e la fabbrica di cioccolato: non succede. Eppure ci rifiutiamo di leggerlo come la storia di un franchise che ha sopravvissuto al proprio pubblico. Il pubblico, secondo l’unica metrica che abbiamo, non se n’è andato. Ciò che ha sopravvissuto è la propria ragione di esistere come televisione nuova.

Se sei un fan, il consiglio pratico è semplice: goditi la stagione 20 come un addio e considera l’archivio la vera eredità. E se sei un dirigente e leggi tutto questo come un modello, la lezione è meno lusinghiera. Lo streaming può comprare a un procedural altri cinque anni. Non può comprargli una seconda giovinezza. Aspettati un altro reboot prima o poi, visto che la stessa Vangsness ha lasciato intendere che le storie potrebbero continuare «altrove», ma scommettiamo che dovrà essere una serie davvero diversa per valerne la pena.

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