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Redazione Moviesfera
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Il ritorno di Disney al disegno a mano è una scommessa furba, ma un film non è una rinascita

Disney riporta il 2D in un nuovo film, ed è più che nostalgia: uno stile riconoscibile batte l’estetica CGI di casa. Ma lo studio deve dimostrare di saperlo rifare.

Pubblicato
2 novembre 2026
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Immagine generata con l'IA

Quand’è stata l’ultima volta che hai riconosciuto un fotogramma d’animazione Disney da quello di un concorrente, a volume spento? Per anni la risposta onesta è stata «non facilmente». CGI levigata, volti espressivi, luce morbida: è splendido, ed è intercambiabile. Per questo la notizia che Disney torna all’animazione disegnata a mano merita più attenzione di quella che di solito riceve un titolo sulla nostalgia.

Il dettaglio da osservare è quanto presente sia sopravvissuto nel passato

La copertura è ancora scarsa, quindi restiamo su ciò che è solido. 3DJuegos riferisce che Disney ha mantenuto la promessa e ha riportato il 2D nel suo nuovo film, e nel titolo dice che il risultato ricorda i migliori film del catalogo della compagnia. Aggiunge una precisazione: lo studio sembra aver trovato il modo di guardare al passato senza rinunciare al presente, anche se a molti fan manca un film interamente in 2D. HobbyConsolas racconta che Disney ha mostrato la prima mezz’ora di Hechizo: Bienvenidos a Hexe alla VIEW Conference, in Italia, e nel titolo paragona il film a La Bella e la Bestia e Cenerentola.

Quella formula, «senza rinunciare al presente», è quella da tenere d’occhio. A noi suona come un mix, non come un ritorno puro a matita e carta. Potremo giudicare con più equità quando più persone avranno visto il film.

Uno stile riconoscibile è l’arma migliore contro un mercato affollato

La nostra opinione: è una mossa strategica, non sentimentale. Quando ogni grande studio ha accesso agli stessi strumenti e allo stesso look 3D levigato, lo stile diventa la risorsa più scarsa. Il lavoro a mano porta con sé una mano umana visibile: lo spessore del tratto, gli sfondi pittorici, un pizzico di imperfezione. Non lo si confonde con nient’altro nel calendario delle uscite.

C’è poi la questione dell’identità. Disney ha costruito la propria reputazione sull’animazione disegnata, e alcuni fan non hanno chiaramente smesso di sentirne la mancanza. Il breve test di animazione del regista di Hoppers, come ha raccontato Gamereactor, ha spinto alcuni a chiedersi perché lo studio continui ad allontanarsi dal 2D. Per noi è il pubblico che dice qualcosa a Disney.

E non è nato dal nulla. Jared Bush, chief creative officer di Walt Disney Animation Studios, ha detto a TheWrap ad Annecy, secondo GamersRD, che gli artisti 2D dello studio stanno facendo cose straordinarie. Aveva già alimentato le aspettative in un AMA su Reddit a febbraio 2026. La promessa era quindi pubblica e ripetuta. Mantenerla era il minimo; il rischio sarebbe stato continuare a fare solo anticipazioni.

Un film è un gesto, una filiera produttiva è un impegno

Ora la doccia fredda. Un singolo film può essere un caso isolato, un esperimento di prestigio, un evento da «ti ricordi?». Una rinascita significa formare e assumere artisti, e dare il via libera a progetti che non dipendano dall’ultimo risultato. AS osserva che lo studio ha ancora quattro film in arrivo, due dei quali sequel di Frozen, mentre valuta un ritorno al 2D. Se quel listino resta tutto CGI e tutto sequel, il disegno a mano resta una guarnizione.

Ci sono altri segnali, ma non abbastanza per parlare di tendenza. Moncloa segnala che una miniserie su Oswald, presentata il 14 agosto ad Anaheim e in arrivo su Disney+ a febbraio 2027, riporta il 2D disegnato a mano che la compagnia usa a malapena nella produzione attuale. È un bel complemento, ma una miniserie per lo streaming è un laboratorio con meno in gioco rispetto a un’uscita in sala.

L’altro rischio è la memoria del pubblico stesso. Se paragoni un film nuovo a La Bella e la Bestia, metti l’asticella a un’altezza che quasi nessuno supera. La nostalgia apre la porta; non tiene le persone sulle poltrone.

Applaudiamo la scommessa, ma non incoroniamo ancora una rinascita

Disney fa bene a puntare su uno stile che non si confonde con quello di nessun altro, e fa bene ad aver fatto ciò che aveva detto. Merito riconosciuto. Ma noi tratterremmo gli applausi finché lo studio non mostrerà un secondo progetto disegnato a mano che non sia un anniversario, uno spin-off o una curiosità per lo streaming.

Se sei un fan, vai a vederlo e vota con il biglietto: è l’unico dato che convincerà i dirigenti che non si tratta di un pezzo da museo. Se sei scettico, va bene, ma ora l’onere della prova è su Disney, non sulla matita. La promessa è stata mantenuta una volta. Il vero test è se diventerà un’abitudine.

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