Il reset della terza stagione di Monarch è furbo, ma non sono stati gli umani ad affondarla
Apple e Legendary valuterebbero nuovi autori e nuovi Titani per Monarch. L'istinto è giusto, ma il problema non è mai stato il troppo dramma umano, bensì l'equilibrio sbagliato.
Foto: BPKEVIN01 / Wikimedia Commons (CC0)
Quando una serie ambientata nell'universo di Godzilla ha bisogno di un «reset», bisogna farsi la domanda ovvia: che cosa faceva, esattamente, con tutto quel tempo in scena invece di mostrare mostri? Monarch: Legacy of Monsters potrebbe essere sul punto di rispondere, e la risposta è più complicata di «troppa gente che parla nelle stanze».
Niente di ufficiale, ma la direzione è già eloquente
Deadline riferisce che Apple TV e Legendary Television sono in trattativa per il rinnovo con una terza stagione che porterebbe la serie in una nuova direzione, con nuovi Titani del Monsterverse. È in corso la ricerca di un nuovo showrunner e di nuovi autori che sostituiscano il team delle stagioni 1 e 2 guidato da Chris Black, che ha creato la serie insieme a Matt Fraction.
Nulla è definitivo. Collider segnala che la terza stagione è in sviluppo ma non ha ancora il via libera, e che non è chiaro se compariranno Godzilla e Kong né se tornerà qualche personaggio delle prime due stagioni. La stampa di settore parla di reboot o soft reboot, ma è una loro lettura, non un piano confermato.
La teoria del dramma umano è troppo facile
La lettura allettante è che le saghe familiari abbiano affondato la serie e che finalmente debbano prendere il comando i mostri. Non ci convince, almeno non in questa forma. RogerEbert.com ha sostenuto che la serie ha ottenuto una novità per il franchise, regalando al Monsterverse personaggi umani coinvolgenti. IGN ha descritto la seconda stagione come una serie che soddisfa la voglia di kaiju restando incentrata sui personaggi. Non sono recensioni di una serie che crolla sotto il peso della sua gente.
La critica più misurata arriva dalla recensione di CBR sulla seconda stagione, secondo cui offre momenti più grandi di mostri e di personaggi, ma «fatica ancora». Combacia con quello che supponiamo sia il vero problema: una struttura che alternava gli anni Cinquanta e il presente, così che ogni rivelazione di un Titano competeva con un mistero di famiglia. Se dividi l'attenzione su due linee temporali, raramente riesci a lasciar respirare un mostro.
La nostra opinione, e resta solo un'opinione: il difetto non erano gli umani, era la proporzione. Le storie di mostri giganti vivono di meraviglia, e la meraviglia ha bisogno di tempo. Una creatura che appare, innesca un punto di trama e sparisce non diventa mai un evento.
Il reset funziona solo se i Titani sono la storia
Qui il reboot si fa interessante. Secondo le indiscrezioni, la nuova stagione presenterebbe nuovi Titani, e una testata osserva che la seconda stagione aveva fatto balenare Rodan. Se un Titano diventasse la spina dorsale della stagione, anziché lo sfondo di un thriller su un'organizzazione segreta, la serie potrebbe finalmente avere un'identità che i film non possono copiare. I film regalano due ore di spettacolo. Una serie può mostrare le conseguenze: l'evacuazione, la bonifica, la burocrazia del vivere accanto a qualcosa grande quanto un grattacielo.
Il rischio, però, è reale. Se sostituisci il team che ha costruito quello che è forse il punto di forza più apprezzato della serie, i suoi personaggi, puoi tenerti i mostri e perdere il motivo per cui al pubblico importava. Una nuova writers' room deve ereditare quel mestiere, non solo il budget per impronte più grandi. E se la terza stagione abbandonasse del tutto il cast attuale, sarebbe una scommessa che Apple dovrebbe giustificare con un racconto migliore delle creature, non solo con la novità.
C'è poi un vicinato affollato. Collider osserva che Godzilla x Kong: Supernova arriverà al cinema la prossima primavera. È in lavorazione anche una serie separata su Lee Shaw, con il ritorno di Wyatt e Kurt Russell, ambientata nel 1984 tra intrighi da Guerra Fredda e mostri giganti. Per Monarch conta. Se la storia di Shaw ha una serie tutta sua, la serie principale ha meno bisogno di continuare a girargli intorno. Lo leggiamo come un forte argomento per lasciare che la terza stagione parli di qualcosa di completamente diverso.
Verdetto
Consideralo un buon istinto, non un buon piano, perché un piano ancora non c'è. Volere un team creativo nuovo e nuovi Titani è la diagnosi giusta se la diagnosi è «l'equilibrio era sbagliato». È quella sbagliata se la diagnosi è «le persone sono noiose».
Il nostro consiglio ad Apple e Legendary: tenete uno o due punti di riferimento umani, costruite ogni episodio attorno a una creatura anziché a una cospirazione e scegliete un'unica linea temporale. Se lo fate, il reboot potrebbe essere la versione di Monarch che giustifica un budget televisivo. Se no, avrete scambiato un gruppo di autori con un altro e un mostro nuovo con lo stesso problema.
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