Young Bond è una deviazione furba, ma 007 non può vivere di sole storie di origini
Puntare su un Bond giovane lo tiene al centro del discorso mentre il franchise cambia mano, ma il trucco funziona solo se il prequel è un ponte e non la meta.
Foto: Aashish Rao ( Aashish950 at en.wikipedia - Aashish Rao Photography ) / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)
Che ne fai della spia più preziosa del cinema mentre la sua prossima era è ancora in costruzione? Potresti guardare a una versione più giovane. È questa, in sintesi, la logica silenziosa del nuovo teaser di Young James Bond, e a noi sembra una mossa intelligente. Ci sembra anche pericolosa.
Il teaser dice meno dei titoli
ScreenRant ha riferito il 31 ottobre che un nuovo teaser di Young Bond svela un «nuovo capitolo» per 007, e l’articolo si apre con la frase «James Bond torna prima del previsto». L’indirizzo dell’articolo rimanda a Silverfin e a un audiolibro, e la parte che abbiamo potuto leggere non specifica di più. Quindi andiamo con cautela: nulla di ciò che abbiamo conferma un film su Young Bond. Altri risultati di ricerca descrivono Young Bond: Silverfin come un progetto prequel, e un altro tassello del puzzle è il videogioco 007 First Light che, secondo la pagina del trailer di IGN, segue Bond come una «recluta giovane, intraprendente e a volte sconsiderata» nel programma di addestramento dell’MI6.
È questo lo schema da notare: Bond compare in forme più giovani in formati diversi. Nel frattempo, secondo The Independent, a febbraio è stato annunciato che Amazon MGM aveva assunto il pieno controllo creativo del franchise, e secondo le indiscrezioni stavano arrivando «cambiamenti drastici».
Ringiovanire è il modo più economico per restare rilevanti
Ecco il lato positivo, ed è reale. Un franchise con più di 25 film e sei attori nel ruolo ha una memoria pesante. Ogni Bond viene giudicato rispetto al debutto di Connery nel 1962 in Dr. No e rispetto a tutti quelli venuti dopo. Un Bond più giovane evita una parte di quel confronto. Nessuno deve chiedersi se sia il Bond definitivo, perché è un Bond precedente.
Inoltre fa guadagnare tempo. Il toto-casting su Bond non si ferma mai davvero, e un progetto rivolto ai giovani permette al marchio di restare sulle notizie alle proprie condizioni. A nostro avviso è una buona gestione del brand: tenere caldo il nome, mettere alla prova il pubblico e non bruciare troppo presto la carta migliore.
L’idea di puntare sui giovani ha senso anche dal punto di vista creativo. Una recluta che, per dirla con IGN, a volte è sconsiderata è un eroe più flessibile di un professionista già fatto e finito. Può sbagliare. Può imparare. È un motore migliore per i nuovi fan rispetto all’ennesimo uomo che ha già l’Aston Martin e lo sguardo glaciale.
La trappola: un Bond che sta sempre diventando Bond
Ora il problema. I prequel hanno un tetto incorporato. Sappiamo già come finisce la storia, quindi il dramma passa da «cosa accadrà?» a «quando avrà la pistola, l’abito, la battuta?». Le storie di origini diventano cacce al tesoro: ecco il primo martini, ecco il primo tradimento, ecco la prima volta che guarda in camera.
Bond ha sempre funzionato meglio come fantasia di competenza. Il piacere sta nel guardare un uomo che sa già come entrare in qualsiasi stanza. Toglietegli questo e rischiate una spy story con un’etichetta famosa e un protagonista molto meno interessante. L’articolo di CBR sostiene che la mossa migliore che lo studio possa fare sia anche la più rischiosa. Siamo d’accordo sulla seconda parte, senza essere sicuri della prima.
C’è anche un rischio legato al controllo creativo. Quando una sola azienda possiede l’intera cassetta degli attrezzi, è facile essere tentati di spargere Bond tra giochi, audio, libri e schermi come un unico universo connesso. Può essere ottimo, ma può anche trasformare 007 in contenuto con un numero attaccato. Il personaggio è più misterioso di così, e dovrebbe restarlo.
Il nostro verdetto: Young Bond come ponte, non come meta
Se sei un fan, goditelo. Young Bond è un buon modo per provare un tono diverso, e il teaser merita un po’ di curiosità. Ma non scambiarlo per l’evento principale di cui il franchise ha bisogno.
Per chi guiderà 007 in futuro, e con Amazon MGM che detiene il controllo creativo vuol dire soprattutto Amazon MGM, la lezione è semplice. Usare la versione giovane per costruire simpatia e poi portare sul grande schermo un 007 vero, sicuro di sé e pienamente formato. Se la storia di origini arriva come antipasto, è una mossa intelligente. Se diventa l’intero menu, il franchise avrà trovato l’unico modo per far sembrare piccolo James Bond. Pensiamo che il primo esito sia il più probabile, ma terremmo d’occhio con attenzione il calendario.
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