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Redazione Moviesfera
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Behemoth! punta su Pascal e Andor, ma il vero asso nella manica è la musica

Il trailer vende una star e il pedigree di Andor, ma l'idea che potrebbe distinguere il film di Tony Gilroy, una lettera d'amore ai compositori del cinema, merita i riflettori.

Pubblicato
29 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Quando il titolo di un trailer è «il nuovo film del creatore di Andor», che cosa vende davvero: una storia o un curriculum? Behemoth! è l'ultimo caso di prova, e la risposta è più interessante di quanto suggerisca il marketing.

Ecco la versione breve. Searchlight Pictures ha diffuso un nuovo trailer del film di Tony Gilroy, in uscita in alcune sale statunitensi il 4 dicembre. Pedro Pascal interpreta Alex Serian, un talentuoso violoncellista che torna a Los Angeles dopo 20 anni passati in tournée. Come nota Collider, è il primo lungometraggio di Gilroy come regista dai tempi di The Bourne Legacy nel 2012, e il sito lo presenta soprattutto attraverso la sua esperienza con Andor. I titoli in giro per il web hanno seguito lo stesso copione: prima Pascal, poi Andor.

Il marchio è furbo, ma è anche una scorciatoia

Sappiamo perché. Pascal attira, e Andor è il tipo di credenziale che fa drizzare le orecchie a un certo pubblico. Dice agli spettatori che Gilroy sa scrivere adulti che parlano in una stanza e far sembrare tutto pericoloso. Per un dramma di medie dimensioni in arrivo in poche sale, prendere in prestito quella buona reputazione è sensato.

Ma è una scorciatoia, e un po' fuorviante. Nulla in un violoncellista che torna a Los Angeles ricorda una ribellione di Star Wars. Venderlo come «dal creatore di Andor» alimenta aspettative di tensione e intrigo che questo film, stando alle descrizioni, non è fatto per soddisfare. Se il pubblico arriva aspettandosi un thriller politico e trova una storia personale su un musicista, il marchio avrà fatto un cattivo servizio al film.

La vera proposta è sepolta sotto i titoli di coda

L'idea che ci sembra davvero distintiva è proprio quella che i titoli trattano come una nota a margine. FirstShowing riferisce che il film è una lettera d'amore alla musica del cinema e che Gilroy ama le colonne sonore da tutta la vita. La colonna sonora porta la firma di un gruppo annunciato come «The Behemoth! Collective», con nomi tra cui Michael Giacchino, James Newton Howard, Henry Jackman e Alan Silvestri.

È un vero gancio. I film sul fare cinema sono comuni, ma un dramma su chi scrive la musica, e non sul regista o sulla star, è un tema molto più circoscritto e fresco. Lo scherzo del titolo aiuta: «Behemoth!» è il nome in codice segreto del film che Alex viene ingaggiato per musicare, e il trailer si apre con lui che deve firmare un accordo di riservatezza, secondo ABC7. È un ingresso simpatico e ironico. Onestamente, noi partiremmo da lì.

L'accoglienza ai festival dice: senza esagerare

C'è un'avvertenza, e le fonti non concordano. Collider cita un 86% su Rotten Tomatoes dopo la première al New York Film Festival. FirstShowing descrive le recensioni come contrastanti. Il riassunto di Wikipedia indica elogi per Pascal, la regia e la colonna sonora, ma critiche alla sceneggiatura e alla struttura. Da qui non possiamo chiudere la questione, e non ci proveremo.

Eppure quest'ultima critica conta. Secondo Collider la storia procede in modo non lineare, con flashback lungo quei 20 anni. Una struttura frammentata può essere un punto di forza o un modo per nascondere un materiale esile, e un trailer non ci dice quale. È il rischio più evidente che vediamo: un film sulla musica con un sonoro splendido e una sceneggiatura sciolta.

Il nostro verdetto

Guarda il trailer per il violoncello, i compositori e la premessa fuori dagli schemi, non per il nome di Andor. Se il film funziona, sarà perché Gilroy ha trovato un tema specifico e personale, e questo merita di essere lo slogan. Se inciampa, probabilmente sarà sulla struttura, e nessun pedigree potrà coprirlo. Il nostro consiglio: considera il marchio un invito e giudica il film per quello che è quando uscirà, il 4 dicembre.

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