Le 60 pagine tagliate da Fincher sono la notizia migliore per Cliff Booth
Una bozza di Tarantino da 230 pagine, «di fatto due film», aveva bisogno di un montatore con la schiena dritta. David Fincher potrebbe esserlo e salvare il sequel Netflix dal fan service.
Foto: ManoSolo13241324 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
C'è qualcosa di più spaventoso, per un fan di Quentin Tarantino, di una sceneggiatura di Tarantino che nessuno ha osato toccare? Forse è la paura sbagliata. La notizia che David Fincher ha tagliato 60 pagine di The Further Mis-Adventures of Cliff Booth suona come un sacrilegio per qualcuno. Noi pensiamo sia il dettaglio più incoraggiante del progetto finora.
Ecco cosa sappiamo. In un'intervista congiunta con Empire, Fincher ha detto che la prima bozza che ha letto era di 230 pagine e «di fatto erano due film». Ha tagliato 60 pagine, e ora il film dura circa 2 ore e 20 minuti. Esce in IMAX il 25 novembre e arriva su Netflix dal 23 dicembre.
Chi scrive così tanto ha bisogno di un lettore, non di un fan
La voce di Tarantino è tutto il fascino e anche il rischio. Once Upon a Time in Hollywood era, nelle sue parole, un hangout movie, un film che poteva permettersi di vagare perché il pubblico sapeva che si stava dirigendo verso Cielo Drive. Quell'angoscia faceva il lavoro della trama al posto suo. Lo dice lui stesso: «Non mi serviva molta trama».
Stavolta dice che la sceneggiatura è «molto diversa», con il sapore di «un tascabile di Elmore Leonard». Una storia criminale vive o muore di slancio. Quando una sceneggiatura è abbastanza lunga per due film, la questione non è se sia buona, ma quale dei due film stai facendo. Crediamo che un regista che ama il materiale ma non è legato emotivamente a ogni digressione sia la risposta ideale. Tarantino ha spiegato di aver scelto di non dirigerlo perché non voleva che il suo previsto ultimo film fosse un sequel e, come riporta The Hollywood Reporter, ha detto di stare «ancora camminando sullo stesso terreno che ho già percorso». Quella riluttanza, ironicamente, può liberare la sceneggiatura dal suo autore.
La frase sul «diagramma di Venn» è rivelatrice
La descrizione del processo fatta da Fincher è eloquente: «Da qualche parte lì dentro c'era il diagramma di Venn di ciò che Brad voleva fare, di ciò che voglio fare io, di ciò che voleva fare Quentin». Non è il linguaggio di un regista a noleggio che gira un testo sacro. A noi suona come tre persone forti che negoziano, e il film è ciò che sopravvive alla negoziazione.
Detto questo, meglio andarci cauti. La citazione di Fincher è promozionale e noi il film non l'abbiamo visto. Un taglio può anche eliminare le scene strane e specifiche per cui vale la pena guardare Tarantino. Anche il conteggio delle pagine non è del tutto uniforme: la maggior parte delle testate parla di 60, ma almeno un titolo dice 40, quindi il «60» va preso come la cifra dello stesso Fincher più che come una misurazione. E quelle pagine non sono necessariamente perdute: la storia completa di Tarantino sarà pubblicata come romanzo a dicembre, secondo IGN. È una valvola di sfogo intelligente. Il film può essere snello mentre l'eccesso vive sulla pagina.
Perché potrebbe battere il fan service
La versione facile di questo progetto si scrive da sola: Brad Pitt di nuovo nei panni di Cliff, una Los Angeles del 1977 nostalgica, qualche strizzatina d'occhio al primo film. La presentazione della stessa Netflix lascia intuire qualcosa di più difficile. Come lo descrive Deadline, «ciò che era una favola ora è una storia criminale», con Cliff che lavora come faccendiere per i grandi e i meno grandi di Hollywood, e un cast che comprende Elizabeth Debicki, Scott Caan e Yahya Abdul-Mateen II.
Anche la posta in gioco è reale. Il primo film ha incassato 377 milioni di dollari nel mondo e ha vinto due Oscar, secondo The Hollywood Reporter. Un sequel di una specie può vivere di rendita su quella simpatia. Un film criminale asciugato e guidato dal ritmo, diretto da Fincher, a nostro avviso non può, ed è proprio questo il suo punto a favore.
Il nostro verdetto
Non leggere quelle 60 pagine come una perdita. Leggile come la prova che qualcuno nella stanza era disposto a dire no al materiale, e che il film ne esce migliore. È più raro di quanto sembri, ed è l'argomento più forte per dire che questo sarà un film e non una rimpatriata. Il nostro consiglio: se puoi, guardalo in IMAX, visto che Netflix gli concede due settimane in sala, e giudica il montaggio dal ritmo della storia, non dalle scene che immagini mancanti. Potremmo sbagliarci, e 140 minuti sono comunque lunghi. Ma preferiamo scommettere sulla versione che ha avuto un editor.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
Altri articoli
Ray Gunn potrebbe essere la sorpresa fantascientifica di Netflix, se la piattaforma lo lascia respirare
Il noir di Brad Bird con Scarlett Johansson non è un film da star in incognito. Ha una visione, ed è per questo che il piano di uscita di Netflix conta più del cast.
I teaser di Doomsday squadra per squadra sono furbi, ma solo una storia può chiudere l’affare
Marvel vende Avengers: Doomsday una squadra alla volta per ricostruire l’attesa da evento. È marketing intelligente, ma il film deve dimostrare di essere una sola storia e non un cast affollato.
Lo Star Wars di Waititi nel freezer dimostra che Lucasfilm non ha un piano
A sei anni dall'annuncio, il film Star Wars di Taika Waititi è congelato e Starfighter è l'unica uscita per il grande schermo con una data. Lucasfilm ha bisogno di un listino vero, non di altri comunicati.
I Play Rocky e la mania di Hollywood di sfruttare i propri miti di lavorazione
Un film su come è nato Rocky è Hollywood che trasforma il proprio mito delle origini in contenuto. Funziona solo se trova una storia umana oltre la venerazione per Stallone.



