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Redazione Moviesfera
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Il lunedì debole di Street Fighter dimostra che i fan non sono una rete di sicurezza

Un calo del 73% di lunedì e il sorpasso di un documentario in uscita limitata suggeriscono che i fan non bastano a far durare un film tratto da un videogioco. Gli studi lo danno per scontato.

Pubblicato
24 ottobre 2026
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Foto: Capcom France / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)

Un film può essere un successo il venerdì e un monito il lunedì? Street Fighter ha appena provato a scoprirlo. Il film ha un nome famoso, un cast di primo piano e una base di fan che si è presentata già il primo giorno. Ha anche un primo lunedì che sembra una botola.

Che cosa è successo: una vittoria che ha iniziato a evaporare

Street Fighter è partito al primo posto con circa 31 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada e circa 50 milioni nel mondo, a fronte di un budget dichiarato di 82 milioni, secondo SlashFilm. Deadline aveva stimato un esordio globale di 70 milioni di dollari, quindi persino il debutto è rimasto sotto le attese.

Poi è arrivato il lunedì. Koimoi ha titolato su un brutale calo del 73% di lunedì, e il documentario di A24 You Can See Everything, in uscita limitata, quel giorno ha preso il primo posto con 2,5 milioni di dollari contro gli 1,8 milioni di Street Fighter, secondo Cosmic Book News. La testata si aspetta un forte calo nel secondo weekend, che paragona a quello di He-Man. È una previsione, non un risultato, ma il lunedì le offre molte argomentazioni.

I fan comprano il biglietto, non quello del sequel

La difesa abituale di questi film è che il pubblico già conquistato garantisca una base minima. È vero, e quella base è arrivata puntuale. Ma una base minima non è un tetto, e un esordio concentrato nei primi giorni è la firma di un film che vende soprattutto a chi sapeva già che sarebbe andato.

I segnali erano nei numeri. Il B- al CinemaScore e il 41% della critica su Rotten Tomatoes (entrambi riportati da SlashFilm) suggeriscono che chi è andato a vederlo non avrebbe convinto nessun altro. A nostro avviso è questa la vera lezione: per un film trainato dai fan, il primo weekend rischia di essere l'intero pubblico. Chi non era già un fedele aveva poche ragioni per presentarsi quando è arrivato il lunedì.

I fan sono anche il pubblico meno indulgente. Conoscono i personaggi, quindi ogni rappresentazione imprecisa si nota. Un commentatore di EventHubs ha descritto il film come caratterizzato da «dialoghi stucchevoli, una trama sconnessa e personaggi ritratti in modo impreciso», notando comunque che la community dei picchiaduro si è presentata. Presentarsi e difendere il film sono due cose diverse.

Il mito del «successo garantito» è un problema di budget

È qui che, secondo noi, l'industria continua a ingannare se stessa. La notorietà del marchio riduce il costo di far conoscere il film. Non riduce il costo di realizzare un film da 82 milioni di dollari. SlashFilm colloca il punto di pareggio intorno ai 205 milioni di dollari nel mondo. Wikipedia riporta un incasso mondiale di soli 58,4 milioni, un'istantanea senza data che potrebbe essere indietro rispetto alle cifre più recenti. In ogni caso il divario è ampio e, stando a questi elementi, il film ha parecchia strada da fare per colmarlo.

Neanche i confronti sono gentili. SlashFilm cita Bullet Train, un film senza franchise alle spalle, con un budget simile e un cast altrettanto ricco, che ha esordito con 30 milioni di dollari tra Stati Uniti e Canada ed è arrivato a 239 milioni nel mondo. Un film senza franchise ha avuto una lunga tenuta; uno con un nome famoso forse no. Intanto Mortal Kombat II, che secondo SlashFilm ha incassato 129,5 milioni di dollari nel mondo dopo un debutto da 38,5 milioni tra Stati Uniti e Canada, mostra cosa succede quando la base di fan apre il film e poi si ferma.

Per essere giusti, ci sono delle attenuanti. Cosmic Book News sostiene che il film sia diretto verso una perdita superiore ai 50 milioni di dollari, ma è la proiezione di una testata, e piuttosto cupa. Screen Rant osserva che ci sono pochi grandi film d'azione fino a metà novembre, quindi a Street Fighter lo spazio non manca. Perde però schermi a favore di Clayface e deve affrontare l'espansione nazionale di You Can See Everything, entrambi in arrivo il 23 ottobre. E SlashFilm nota che un franchise come questo può guadagnare con merchandising, giochi e streaming, quindi un sequel non è impossibile. Lo considereremmo più una razionalizzazione dello studio che un piano. Parlare di sequel non è un piano industriale.

Il verdetto: basta calcolare il fandom come una garanzia

Gli studi dovrebbero leggere questa vicenda come una lezione di prezzo. Un titolo riconosciuto vale un esordio dignitoso. Non vale una scommessa da 82 milioni di dollari, a meno che il film non dia anche agli spettatori occasionali un motivo per andare, e le prove qui (recensioni tiepide, un B- dal pubblico, un lunedì in crollo) suggeriscono che non l'abbia fatto.

La lezione per il prossimo adattamento di un videogioco è poco affascinante: fate il budget sul weekend d'esordio su cui potete contare, non sul franchise che vorreste avere. I fan sono una base fedele, ma una base non è un botteghino. Se Hollywood vuole che questi film siano successi e non costoso fan service, deve farli anche per tutti gli altri.

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